Negli ultimi anni il legislatore ha avviato un percorso di profonda revisione degli strumenti di prevenzione e controllo nei cantieri temporanei e mobili, con l’obiettivo di incrementare la tutela dei lavoratori, contrastare il lavoro irregolare e rafforzare la tracciabilità delle imprese e delle maestranze presenti in cantiere.
L’introduzione della patente a crediti, il potenziamento dei controlli ispettivi e, più recentemente, l’evoluzione del sistema di identificazione dei lavoratori attraverso il Badge Digitale di Cantiere rappresentano tasselli di una strategia più ampia orientata alla digitalizzazione dei processi e alla trasparenza organizzativa.
Da dove nasce il badge di cantiere?
L’obbligo della tessera di riconoscimento non costituisce una novità.
Già il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, all’articolo 26, comma 8, stabilisce che il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice debba essere munito di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro.
Analoga previsione è contenuta anche nell’articolo 20 del medesimo decreto, che individua tra gli obblighi del lavoratore quello di esporre la tessera di riconoscimento nei casi previsti dalla normativa.
L’obiettivo della disposizione è sempre stato duplice:
- consentire l’immediata identificazione del personale presente nei cantieri;
- favorire l’attività di vigilanza da parte degli organi ispettivi.
Per approfondire:
- Normativa – D.Lgs. 81/2008: https://www.normattiva.it/
- Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili.
L’evoluzione introdotta dalla Legge 198/2025
Con la Legge 29 dicembre 2025, n. 198, di conversione del D.L. 31 ottobre 2025, n. 159, il legislatore interviene nuovamente sul tema della sicurezza nei cantieri, introducendo una disciplina che rafforza il sistema di identificazione dei lavoratori attraverso un badge dotato di codice univoco anticontraffazione e predisposto per l’utilizzo anche in formato digitale.
È importante sottolineare un aspetto spesso oggetto di interpretazioni non corrette.
La legge non introduce ex novo l’obbligo di identificazione dei lavoratori, già previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza, ma ne ridefinisce le modalità operative, promuovendo un sistema maggiormente interoperabile e orientato alla digitalizzazione.
Le modalità tecniche di funzionamento del badge, i requisiti di interoperabilità e gli standard informatici sono demandati ai provvedimenti attuativi previsti dalla stessa legge.
Perché il legislatore punta sulla digitalizzazione?
L’identificazione del personale costituisce uno degli elementi fondamentali della gestione della sicurezza nei cantieri.
In un contesto caratterizzato dalla presenza contemporanea di:
- impresa affidataria;
- imprese esecutrici;
- lavoratori autonomi;
- subappaltatori;
- fornitori;
diventa essenziale conoscere in ogni momento chi opera all’interno del cantiere.
La disponibilità di informazioni aggiornate consente infatti di:
- verificare rapidamente l’identità del lavoratore;
- agevolare il coordinamento previsto dall’art. 97 del D.Lgs. 81/08;
- migliorare la gestione delle emergenze;
- semplificare le verifiche ispettive;
- aumentare la tracciabilità degli accessi.
L’innovazione normativa si inserisce inoltre nel più ampio processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e di interoperabilità delle banche dati, con l’obiettivo di ridurre gli adempimenti ripetitivi e migliorare la qualità delle informazioni disponibili agli organi di controllo.
Il collegamento con la patente a crediti
L’introduzione del Badge Digitale non può essere analizzata isolatamente.
Essa si inserisce in un sistema che comprende anche la patente a crediti, introdotta dall’articolo 27 del D.Lgs. 81/08, come modificato dal D.L. 19/2024, quale requisito per le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili.
Entrambi gli strumenti perseguono una medesima finalità:
- incrementare la trasparenza;
- favorire la qualificazione delle imprese;
- contrastare il lavoro irregolare;
- migliorare la prevenzione degli infortuni.
La digitalizzazione dei processi rappresenta quindi un supporto organizzativo alla sicurezza, non un semplice adempimento tecnologico.
Gli effetti per imprese e professionisti
Dal punto di vista organizzativo, le imprese saranno chiamate a rivedere progressivamente le modalità di gestione degli accessi e delle informazioni relative ai lavoratori.
Ciò comporterà una crescente integrazione tra:
- gestione delle presenze;
- documentazione del personale;
- formazione obbligatoria;
- idoneità sanitaria;
- gestione dei DPI;
- organizzazione dei subappalti.
La disponibilità di dati affidabili e costantemente aggiornati rappresenterà un elemento strategico non soltanto durante le verifiche ispettive, ma anche nella gestione quotidiana del cantiere.
Una cultura della prevenzione sempre più digitale
La sicurezza sul lavoro non può essere affidata esclusivamente agli adempimenti documentali.
L’efficacia del sistema prevenzionistico dipende dalla capacità dell’organizzazione di disporre di informazioni corrette, tempestive e verificabili.
L’evoluzione verso strumenti digitali di identificazione rappresenta un ulteriore passo in questa direzione.
L’obiettivo non è aumentare gli obblighi per le imprese, ma costruire un modello organizzativo nel quale la prevenzione sia supportata da dati affidabili, processi tracciabili e strumenti capaci di facilitare il lavoro di tutti gli attori coinvolti: datori di lavoro, coordinatori della sicurezza, RSPP, direttori dei lavori, committenti e organi di vigilanza.
Riferimenti normativi
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 – Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (artt. 20, 26, 27, 97 e Titolo IV).
- D.L. 31 ottobre 2025, n. 159 – Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
- Legge 29 dicembre 2025, n. 198 – Conversione del D.L. 159/2025.
Fonti ufficiali
- Normattiva: https://www.normattiva.it/
- Gazzetta Ufficiale: https://www.gazzettaufficiale.it/
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: https://www.lavoro.gov.it/
- Ispettorato Nazionale del Lavoro: https://www.ispettorato.gov.it/
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